Viabilità: tante pezze non risolvono il problema

In questi giorni abbiamo assistito all’ultimazione dei lavori viabilistici intrapresi negli scorsi mesi sul territorio comunale.
Sostanzialmente in alcune vie del paese sono stati realizzati – cosi come piace chiamarli a qualcuno – degli attraversamenti pedonali rialzati: una tipologia di intervento che, nei paesi vicini o con caratteristiche viabilistiche simili al nostro, sono stati effettuati circa vent’anni fa.

Nell’ultimo periodo la strategia di molti comuni si è infatti spostata verso l’installazione di strumenti di rilevazione della velocità oppure di impianti semaforici dissuasori o, in alternativa, attraverso la realizzazione di chicanes atte ad indurre i veicoli a ridurre la velocità su tratti di strada che, essendo caratterizzati da lunghezza e rettilineità, possono consentire accelerazioni eccessive.

Interventi quest’ultimi, che comunque hanno un costo in linea con i lavori effettuati a Rivolta.

Lo scopo principale degli interventi sulla viabilità dovrebbe essere l’introduzione di una rete di piste ciclo-pedonali, per rimarcare la volontà di rendere il nostro paese sempre più vivibile e caratterizzato da una viabilità sostenibile, abbiamo invece dovuto prendere atto dell’eliminazione di un tratto di pista ciclabile (il tratto di via Cereda compreso tra la piazza e via Roma).
Proprio la nuova viabilità creata all’intersezione tra via Cereda e via Roma ha suscitato più di una perplessità tra gli abitanti di Rivolta.

In tale incrocio infatti le correnti di traffico opposte confliggono in maniera palese ed i pedoni che transitano in luogo, in assenza di passaggi sicuri, non fanno che aumentare il rischio di incidentalità.

Appare evidente che l’eliminazione di qualche posteggio avrebbe reso il tratto di strada più armonioso e senz’altro meno pericoloso.

Come manifestato in campagna elettorale l’amministrazione attualmente in carica aveva tra i propri obiettivi principali la risoluzione delle criticità dal punto di vista della sicurezza e della viabilità di Rivolta, ad esempio quella di via XXV aprile.
Gli interventi effettuati su questa strada sono stati ben due, ma purtroppo è evidente che, nonostante la creazione del passaggio pedonale nelle vicinanze dell’intersezione con via Carlo Bertolazzi, non sono stati raggiunti i risultati sperati. Se ci si ferma in luogo ad osservare i pedoni che attraversano in quel punto la strada, appare evidente che poco o nulla è cambiato rispetto ad un anno fa… la maggior parte delle persone continua infatti a sporgersi e ad impegnare la strada come in precedenza senza raggiungere le strisce pedonali poste poco più avanti.

La realizzazione del passaggio pedonale rialzato può esser definita un palliativo, ma non può assolutamente essere considerata la reale e definitiva soluzione al problema.
Probabilmente un riposizionamento degli archetti posti in fondo alla via Bertolazzi a ridosso del marciapiede di via XXV aprile potrebbe consentire di raggiungere un risultato senz’altro migliore.

Infine non possono non essere menzionate le modifiche apportate alla viabilità nei pressi della scuola elementare.
A parte gli evidenti disagi riscontrati all’interno del cortile, che grazie alla solerzia di qualcuno si è riusciti a limitare, si può constatare che anche all’esterno dell’istituto persistono diverse problematiche.
Non si può pensare di sistemare il problema della sicurezza nei pressi della scuola semplicemente spostando l’ingresso ed aprendo un nuovo cancello laterale.
Il nostro primo cittadino ha definito il progetto “sperimentale” e dunque non definitivo… ci auguriamo pertanto che l’inizio del nuovo anno scolastico coincida con la.messa a punto di una soluzione migliore, magari con una maggiore sensibilizzazione nei confronti degli utenti deboli della strada ed in particolar modo dei ciclisti attraverso una progettualità di più ampio spettro volta a promuovere nuovi stili culturali, rispettando e garantendo il principio di sicurezza per accedere ai principali luoghi educativi del paese.

Augurandoci che lo studio viabilistico di Rivolta d’Adda – inserito nel programma elettorale dell’attuale amministrazione – mirato ad un maggior controllo attraverso il potenziamento dei divieti di accesso e con l’intento di ridurre il transito del traffico pendolare e dei mezzi pesanti non si sia già esaurito attraverso la realizzazione di questi interventi, vorremmo ricordare che spesso è necessario compiere scelte coraggiose e poco popolari, perché abbiamo a che fare non solo con la sicurezza e l’incolumità dei cittadini, di per se già sufficienti, ma anche con un investimento educativo a lungo termine che potrebbe migliorare stili di vita sostenibili e salutari.

Questo per noi di rivolta al futuro dovrebbe essere il compito della politica, ruolo connotato da scelte ed azioni, a volte difficili e audaci, ma con un ritorno importante sulla qualità della vita dei cittadini.
Riteniamo infatti che un conto è risolvere un problema per come si presenta, un conto è invece agire riconoscendo la complessità che caratterizza le situazioni.