Approfittando dello splendido clima, lo scorso weekend abbiamo fatto un giro nelle campagne che circondano il nostro paese, per conoscere di persona gli agricoltori e visitare le cascine dislocate nel territorio rivoltano.

Abbiamo visto aziende all’avanguardia, altre invece ancora aggrappate alle tradizioni passate, ma in tutte abbiamo riscontrato l’impegno e la fatica di chi ha scelto di proseguire le attività dei padri, dei nonni e di tramandarle alle nuove generazioni.

Ci ha colpito in particolare la Cascina Marsiglia – una realtà rurale viva ed operosa – dove risiedono alcune famiglie, attive da molti anni sia nella coltivazione sia nell’allevamento, che hanno un contratto di affitto in essere con la Fondazione S. Maria della Misericordia e Berinzaghi (ECA), proprietaria della cascina e di diversi terreni circostanti.

Fin dal primo contatto con noi – avvenuto qualche settimana fa – queste famiglie hanno lasciato trasparire la profonda amarezza per aver appreso, indirettamente e solo in modo ufficioso, l’esistenza di un progetto riguardante il luogo dove vivono e in particolare che “…la cascina è disponibile, l’idea convince il gruppo di lavoro, la comunità e le istituzioni locali”. E così indagando, abbiamo scoperto dell’esistenza di un sito dedicato (https://cascinamarsiglia.wordpress.com) e di una pagina facebook appositamente creata  (www.facebook.com/cascinamarsiglia), dove la Cascina Marsiglia viene descritta come “una grande cascina nella campagna cremasca che si trasforma da ex centro di produzione lattiero caseario, obsoleto e sottoutilizzato, a luogo laboratorio attraversato da relazioni che rigenerano contenitore e contenuti…”.

Ma di quale progetto stiamo parlando e, soprattutto, come mai alla Cascina Marsiglia sono state dedicate una pagina Facebook ed un sito web?

Facciamo un po’ di chiarezza: UNIPOLIS – la fondazione d’impresa del Gruppo Unipol che persegue – senza scopo di lucro – finalità di ricerca scientifica e culturale, di promozione e inclusione sociale, sia attraverso progetti operativi propri, sia mediante l’erogazione di risorse economiche ad altre organizzazioni, ha indetto un bando nazionale denominato  “Culturability – rigenerare spazi da condividere” per sostenere progetti innovativi in ambito culturale e creativo che favoriscano processi di rigenerazione, recupero e rivitalizzazione di spazi dismessi o con altre destinazioni d’uso.

Il bando (al seguente link è possibile scaricare il testo integrale http://bando.culturability.org/regolamento-culturability-2016.pdf) prevedeva che i progetti venissero presentati entro il 15 aprile 2016.

Il progetto che coinvolge la Cascina Marsiglia – presentato da un team di professionisti e che risulta essere sostenuto e patrocinato tra l’altro anche dal Comune di Rivolta d’Adda – si ripropone di far diventare la proprietà ECA un hub rurale di produzione partecipata che accoglie diverse attività, dove innovazione culturale e agricola, indissolubilmente legate, ne sono filo conduttore, con la previsione delle attività di seguito riportate, tratte direttamente dal sito web dedicato (nota a margine: alcune di queste attività appaiono piuttosto ermetiche – almeno alla prima lettura –  per i  non addetti ai lavori):

  • Una filiera corta agricola biologica sostenibile con i produttori locali e l’inserimento lavorativo di giovani e persone con fragilità;
  • Un percorso culturale e creativo con gli hackathon annuali;
  • Un teatro di comunità per raccontare la storia di cambiamento co-prodotta in cascina;
  • Un progetto abitativo di “Agricohousing” e ospitalità;
  • Uno spazio di elaborazione e produzione editoriale di contenuti per la prima infanzia;
  • Un Museo Vivo del Territorio, laboratoriale, multimediale, social, interattivo, dove i nuovi media e linguaggi ne incrementano l’accessibilità;
  • Un Luogo conviviale intergenerazionale di empowerment del territorio, motore di politiche pubbliche di nuova generazione;
  • Uno storytelling e la produzione cinematografica di un docufilm concorrono alla comunicazione dell’iniziativa.

Per completezza di informazione si chiarisce che il progetto è articolato in più fasi e, stante la presentazione del progetto, si prevede – entro il 30 maggio 2016 – la conclusione della prima fase di selezione: un team di esperti della Fondazione Unipolis e dei partner valuterà le proposte inviate, selezionando 15 progetti che saranno destinatari di un percorso di formazione, da sviluppare nei mesi di giugno e luglio 2016 per permettere ai team selezionati di accrescere le proprie competenze e quindi di migliorare e implementare la propria proposta progettuale.

Successivamente, entro il 22 settembre 2016 la Commissione di Valutazione selezionerà, tra i 15 dossier consegnati, i 5 progetti migliori, ciascuno dei quali accederà al contributo economico di 50.000€ a fondo perduto e ad un ulteriore percorso di mentoring.

Le modalità di erogazione del contributo economico saranno oggetto di uno specifico accordo tra la Fondazione Unipolis e il soggetto selezionato, all’interno del quale saranno esplicitate anche le regole di rendicontazione delle spese, prevedendo l’impiego del contributo economico entro un periodo massimo di 3 anni.

Immaginiamo che nell’elaborazione del progetto – che, per quel che si evince da quanto pubblicato, pare piuttosto ambizioso ed articolato – siano confluiti gli sforzi, l’impegno e la partecipazione di numerose persone;  tuttavia, dopo essere stati a contatto con queste famiglie, riteniamo increscioso che nessuno dei vari soggetti coinvolti, istituzionali e non, abbia avuto l’accortezza e/o la delicatezza di informare – in modo diretto – di questa ipotesi di trasformazione chi da molti anni vive all’interno della cascina Marsiglia, chi in questo luogo è cresciuto ed ha sviluppato sempre più la propria attività… attività che in questo momento non ci appare assolutamente obsoleta e inoperosa.

Questo atteggiamento non può essere assolutamente condiviso da parte nostra e ci auguriamo che i soggetti coinvolti, in particolare quelli istituzionali legati alla realtà rivoltana (Unipolis è a Bologna e di conseguenza come può conoscere la vera realtà della cascina Marsiglia?) provvedano al più presto a fare chiarezza sull’argomento. E tra i soggetti coinvolti, ci sembra doveroso che sia innanzitutto il Comune di Rivolta a dover esprimere la propria posizione sul progetto, oltre che chiarire i ruoli e le responsabilità delle persone coinvolte, in un’ottica di trasparenza, ma soprattutto di responsabilità nei confronti delle famiglie residenti ed attualmente operanti alla cascina Marsiglia.

Nicoletta Milanesi

Stefano Vailati

Alessandro Fantini