TA.RI.: riflessioni e domande

177, 201, 236…

Semplici cifre che, messe in fila, una dietro l’altra, non dicono nulla, proprio nulla… tanto più se non si precisa a cosa si riferiscono: KiloWatt? (Magari quelli prodotti dai vari impianti biogas autorizzati nel nostro territorio)… famiglie? (Magari quelle servite dall’energia prodotta dalla nuova centrale idroelettrica)… lampade LED sostituite nell’ambito del Piano di efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica? … oppure ancora potrebbe trattarsi del numero di articoli di Verdeblu scritti contro Rivolta al Futuro?

In realtà si parla semplicemente di Euro… Euro che un nucleo familiare tipo (4 persone per un’abitazione di circa 100 mq) residente nel nostro paese deve elargire come onere annuale perché gli sia garantito il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti prodotti.

Perché tre cifre? La prima si riferisce alla TA.RI. per l’anno 2015, la seconda alla TA.RI. per l’anno 2016, la terza alla TA.RI. per l’anno 2017… Un aumento progressivo e significativo di circa il 35% se raffrontiamo il dato del 2017 rispetto al dato del 2015.

La prima domanda che si fa il cittadino è scontata: “ogni anno pago di più, quindi ho un servizio più efficiente a livello di raccolta rifiuti, spazzamento strade o consegna dei rifiuti presso la piazzola ecologica, vero? Magari dal 2015 al 2017 sono state introdotte innovazioni nel servizio che lo hanno reso migliore per tutti i cittadini, vero?” La risposta non è invece così ovvia… noi rivoltani non paghiamo di più perché abbiamo un servizio ogni anno migliore, semplicemente paghiamo di più per garantirci la normale esecuzione del servizio, cosa che nel 2015 non è avvenuta per mesi, senza che nessuno muovesse un dito (ma questo è un altro discorso, solo “da campagna elettorale” come sentenziava qualcuno…)

E quindi sorge spontanea un’altra domanda: come mai la TA.RI. è aumentata?

Senza volere annoiare il lettore con cifre e date, ecco qui una breve cronistoria a beneficio di chi conosce poco la questione: nell’ottobre 2015, la Società Terzi Ambiente s.r.l. (regolare vincitrice della Gara d’Appalto) è stata sollevata dall’incarico dopo gravi e ripetute inadempienze che avevano provocato, soprattutto nel periodo estivo, diverse problematiche ai cittadini rivoltani. Con procedura d’urgenza, l’incarico era stato poi assegnato alla Società G.ECO s.r.l., al fine di “provvedere con immediatezza al ripristino della situazione igienico-sanitaria, compromessa dalla precedente gestione, nonché garantire il pubblico servizio anche ai presidi medico/ospedalieri/assistenziali presenti sul territorio comunale”.
Nella Determina del 19/10/2015 – avente oggetto l’assegnazione dell’incarico alla G.ECO s.r.l. -si evinceva un impegno preciso: coprire con tale incarico,in emergenza,“il periodo prettamente necessario all’Amministrazione comunale per indire una nuova procedura di gara aperta atta ad aggiudicare l’appalto per la raccolta integrata e trasporto dei rifiuti solidi urbani”.
A quella prima Determina ne sono seguite altre, sempre con procedura d’urgenza… e quel “periodo prettamente necessario per…” perdura ormai da 20 mesi, con la previsione di prorogarsi fino ad almeno 24 mesi, visto che una nuova Determina – recentemente pubblicata sull’Albo Pretorio comunale -proroga l’incarico,sempre facendo riferimento alla prima Determina dell’ottobre 2015, alla Ditta G.ECO. s.r.l. a tutto il 30/09/2017.

E il nuovo Appalto rifiuti? Il testo del nuovo Capitolato è stato discusso ed approvato nel Consiglio Comunale di venerdì 17 marzo 2017 e già ne abbiamo parlato qui (www.rivoltaalfuturo.it). Per noi di Rivolta al Futuro si tratta, dopo un anno e mezzo di attesa, di un Capitolato senza nessuno spunto innovativo rispetto al precedente (risalente ad ottobre 2012) senza un indirizzo che si potesse considerare un minimo coraggioso: senza discostarsi insomma dalle solite modalità di gestione dell’ordinario a cui ci ha abituati da anni l’Amministrazione in carica.

La procedura per l’assegnazione dell’incarico a nuova Società, procedura complessa “per le norme vigenti e recentemente modificate, in ambito di appalti pubblici” è attualmente in corso, a cura della Centrale Unica di Costo di Brugherio.Ora verremo smentiti, ci auguriamo di essere smentiti, ma una domanda (un po’ provocatoria) sorge spontanea: a settembre 2017, l’incarico sarà davvero definitivamente assegnato a nuova Società e si potrà quindi tornare alla normalità in termini di gestione del servizio da ottobre 2017? E per normalità non intendiamo la regolare esecuzione dello stesso quanto l’assegnazione dell’incarico per via ordinaria.

In conclusione, e saremo accusati di essere critici a prescindere così come fa costantemente il giornale bicolore, qualche spunto di riflessione:
• é normale che siano necessari due anni per assegnare l’incarico per un servizio ordinario ed essenziale per un Comune come quello di raccolta e smaltimento rifiuti urbani?
• É normale che sia necessario così tanto tempo per redigere ed approvare un Capitolato prestazionale, che ricalca in larghissima parte quello precedente?
• Pur sapendo che la TA.RI. è per legge tributo che deve ricadere interamente sui cittadini, è normale che le inefficienze/lungaggini nell’assegnazione dell’incarico ricadano poi pesantemente sui cittadini rivoltani, con gli aumenti che abbiamo indicato in testa all’articolo?
• É normale che il gruppo politico di maggioranza ritenga che quanto sopra sia “normale”? Ma soprattutto: è corretto che legittimi tutto ciò, così come ha fatto in sede di campagna elettorale, in risposta ad una nostra interpellanza dello scorso ottobre 2016 ed infine nel consiglio comunale dello scorso 17 marzo?
• É normale che l’Amministrazione comunale non si prenda, come in altri casi (Sport Village perennemente abbandonato, tanto per fare un esempio) un briciolo di responsabilità politica per questa problematica? Una volta ogni tanto, sarebbe sentire opportuno ammettere: “siamo stati lenti, molto lenti e poco efficienti… ci dispiace, faremo il possibile per farci perdonare…”

177, 201, 236… tre semplici cifre… ad inizio articolo non dicevano niente… ora dicono un pochino di più.