Per comprendere cos’è stata, cos’è oggi e cosa potrà essere in futuro Rivolta al Futuro, è necessario partire dal nostro manifesto, sempre visibile sul nostro sito web e sulla nostra pagina Facebook.

Cinque anni fa ci siamo proposti come una realtà composta da un gruppo eterogeneo di persone, ognuna con un proprio bagaglio personale, culturale, lavorativo, di istruzione, idee politiche, aggregati però dalla condivisione di una serie di principi cardine (competenza, trasparenza, attenzione, etc.), senza nessun ruolo definito, nessuna ambizione personale, solo la volontà di dedicare tempo, impegno, passione al servizio della comunità rivoltana.

Rivolta al Futuro era un progetto ambizioso, soprattutto perché nato in una situazione politica/amministrativa ingessata come quella rivoltana. Dopo aver esplorato la possibilità di un accordo programmatico con altri soggetti, il gruppo ha scelto di presentarsi, nel 2016, in sede elettorale da solo: con le proprie risorse, il proprio programma elettorale e naturalmente anche con i propri limiti.

Il risultato ottenuto è stato soddisfacente perché abbiamo ottenuto il 20% dei consensi: una percentuale apprezzabile per un gruppo neonato ma, allo stesso tempo, deludente per la distanza in termini di voti dagli altri soggetti in corsa, riflettendosi soprattutto nell’impossibilità di avere più di un rappresentante in Consiglio Comunale e nessun portavoce nei Consigli di Amministrazione delle Fondazioni.

Dal giorno successivo alle elezioni, abbiamo iniziato a vivere da vicino gioie e dolori della vita amministrativa rivoltana, cercando di portare in sede di Consiglio Comunale le idee mutuate dal nostro programma elettorale e abbiamo ottenuto qualche risultato (che descriveremo in modo più approfondito nel bilancio di fine mandato). Spesso ci siamo scontrati con l’indifferenza, e a volte anche con un po’ di supponenza da parte di chi stava dall’altra parte del tavolo. Ci è stata chiesta collaborazione, ma spesso ci è stata negata anche solo la possibilità di un confronto aperto e leale in merito alle nostre proposte/richieste (vedasi la bocciatura degli emendamenti proposti in sede di bilancio o l’assoluta mancanza di trasparenza sui verbali della Fondazione Santamaria della Misericordia e Berinzaghi), dinamiche che hanno sicuramente messo alla prova la resistenza del gruppo, certe volte l’efficacia della sua azione, ma che nonostante tutto non ne hanno minato lo spirito e le premesse iniziali. L’impegno delle persone che fin dal 2015 avevano contribuito alla nascita ed alla crescita di Rivolta al Futuro è rimasto immutato.

Nell’ultimo anno, pur nella situazione drammatica che stiamo vivendo, causa pandemia, si è affacciato prepotentemente, all’interno del nostro gruppo e non solo, il pensiero della prossima tornata elettorale e con esso sono sorte spontanee le domande legate al destino di Rivolta al Futuro.

Cosa fare? Abbandonare la scena perché non pienamente soddisfatti dei risultati ottenuti, considerando anche il dispendio di energie profuso? Scegliere di avvicinarci ad una delle due realtà politiche rivoltane per tentare di vivere il Consiglio Comunale, magari, dall’altra parte del tavolo? Correre ancora con le nostre gambe, come proposta alternativa ed assolutamente slegata dalle altre due?

Il nostro gruppo, alla luce degli interrogativi di cui sopra, si era comunque imposto di spiegare, in modo trasparente e diretto, la propria posizione ed ogni potenziale scelta agli 826 elettori che ci avevano dato fiducia come persone e come gruppo nelle elezioni del 2016, ferma restando l’assoluta libertà di ognuno di noi, singoli componenti dello stesso, di scegliere se/come/quanto/con chi spendere, ora e nel prossimo quinquennio, il proprio tempo nella vita amministrativa rivoltana.

La scelta ideale e più sentimentale sarebbe stata una, quella di andare per la nostra strada, con la consapevolezza di avere al proprio interno competenze, argomenti, proposte programmatiche sempre attuali e credibili. Ma dal punto di vista logico e razionale, una scelta di questo tipo, al fine di avere una minima possibilità di successo elettorale, avrebbe comportato la necessità di allargare il gruppo di lavoro in termini di numeri e di componenti, anche autorevoli, obiettivo che, soprattutto in un periodo complicato come questo, è subito apparso impossibile da raggiungere.

L’alternativa era quella di approcciare/essere approcciati dalle due realtà politiche che sarebbero state presenti per definizione alla prossima tornata elettorale, per valutare la possibilità di una collaborazione, diretta o indiretta, che desse continuità al nostro progetto e piena visibilità ed applicazione al nostro programma ed alle nostre idee.

Ognuno di noi si è costruito il proprio pensiero, avvicinandosi ed incontrando in ordine sparso esponenti di entrambi i gruppi, con alterne fortune.

La sintesi di gruppo è stata molto semplice: da una parte, con quella che è componente forte della attuale maggioranza in consiglio comunale, ci si è arenati immediatamente e non si è arrivati nemmeno a parlare di programma. Peraltro non ci si aspettava un atteggiamento diverso da chi ci ha considerato poco o nulla in questi anni di consiglio comunale, oltre che da soggetti politici che hanno espresso più di una volta opinioni strumentali su Rivolta al Futuro e sui suoi componenti.

Dall’altra parte, abbiamo invece colto un interesse non solo di facciata a più di una nostra tematica e la conseguente volontà di dare corso ad una collaborazione fattiva con noi, collaborazione che andasse oltre le dinamiche che avevano causato il fallimento, solo in minima parte attribuibile a noi, di un accordo cinque anni prima. Abbiamo inoltre percepito fin dall’inizio la disponibilità di un candidato sindaco, il dottor Sgroi, che potesse essere da subito garante di equidistanza dalla necessità di rispettare le logiche politiche che giocoforza si presentano negli appuntamenti elettorali e la componente assolutamente civica del nostro gruppo.

La partecipazione ai lavori del nuovo gruppo non nasce sulla base di principi di simpatia o di convenienza e nulla e nessuno vieterà ad ognuno di noi di fare un passo indietro se i presupposti di cui sopra verranno disattesi.

Ognuno di noi deciderà autonomamente se aderire al nuovo progetto (alcuni di noi hanno già consapevolmente deciso di non farne parte), come aderire, che impegno dedicare, se esserne parte attiva o solo di sostegno esterno, al momento non sono stati definiti/spartiti/promessi ruoli, poltrone, incarichi, etc.

La nostra volontà è quella di lavorare col dottor Sgroi e con gli altri componenti del gruppo che oggi si presenta, con spirito collaborativo, pragmatico e, ove opportuno e necessario, critico, sulla base di quei principi cardine ricordati in premessa, a partire dalla costruzione di un programma elettorale che rifletta davvero le nostre idee e con lo scopo di arrivare, se il progetto risulterà appetibile e vincente, ad amministrare il nostro paese. Rivolta al Futuro come gruppo a sé stante sceglie di mettersi in pausa per i prossimi 5 anni, Rivolta al Futuro come progetto sceglie di proseguire.

Stefano Carioni
Gualtiero Debernardi
Alessandro Fantini
Luciano Foglio
Mino Melini
Nicoletta Milanesi
Stefano Nicelli
Claudio Speziali
Emanuela Zanardi