L’anonima “noticina” e i titoli sensazionalistici del periodico bicolore

Finalmente

Il periodico bicolore, dopo mesi dedicati ad elencare gli innumerevoli successi della maggioranza, è tornato a parlare di noi (questa volta senza neanche nominarci, un vero peccato…. ai tempi ci avevano addirittura criticato il nome del gruppo in quanto non era di loro gradimento…), nella ormai classica “noticina”, firmata, come da prassi ormai consolidata, da un personaggio noto alle cronache.
Rudy Voeller, ex attaccante, tra le altre, della Roma, divenuto esperto di energie rinnovabili, ha voluto dedicare un trafiletto celebrativo alla nuova “centralina” idroelettrica, finalmente terminata e funzionante.
Il tutto immerso in un articolo, molto ben scritto, riportante svariate cifre, unità di misura e barili di petrolio risparmiati, con lo scopo di dimostrare quanto sia fondamentale per Rivolta questa centrale e quanto siano “ottusi” quelli di “Rivolta al Futuro”, che l’hanno, da subito, contestata.
Un articolo dal titolo eloquente “Nuova centrale idroelettrica: due turbine sull’Adda e metà del paese è servita!”.
Con il punto esclamativo!!!
Peccato che all’interno dell’articolo non sia spiegato come e da chi sarà “servito” il nostro paese.
Forse perchè l’unico utente veramente “servito” dalla centrale è il privato che l’ha costruita?
Vorremmo poi sapere sia da R.V. che dall’autore dell’articolo, come pensano di comportarsi con i rifiuti pescati dalla centrale, perchè al momento, a quanto pare, vengono restituiti al fiume.
D’altra parte il fiume li ha portati ed al fiume devono giustamente ritornare… Valutare e risolvere questa problematica in sede di progetto o anche in sede di convenzione per stabilire, no vero?

Chi ha avuto la costanza di seguirci, sa esattamente quali erano, e sono tuttora (la coerenza è un valore fondamentale del nostro gruppo) le motivazioni delle nostre critiche.
Sono state riportate nell’incontro dell’11 marzo 2016 e scritte nel post : “Noticina sulla nuova centrale idroelettrica”, indovinate in risposta a chi? R.R. ovviamente!
Riassumiamo i tre punti principali per i più pigri e per gli ex calciatori:

OPPORTUNITA’: se effettivamente la centrale è un’opera di pubblica utilità, era opportuno realizzarla in un’area così a rischio dal punto di vista idrologico? Ben sappiamo che ci sono stati dei progressi nel Progetto definitivo rispetto a quello originale (eliminazione delle paratoie mobili, una sola centrale realizzata invece di due), ben sappiamo che gli Enti preposti hanno valutato che non ci sia aggravio del rischio idrogeologico causa realizzazione della centrale, ben sappiamo che recentemente sull’altra sponda è stato completato il nuovo argine, però altrettanto bene sappiamo che l’area è stata soggetta ad esondazione nel novembre 2002…

IMPATTO: è vero che l’impatto sul territorio di questa centrale è pari a zero? Che questa centrale è innocua, come è indicato nel progetto in quattro righe? Sappiamo bene che una centrale di questo tipo produce energia elettrica da una fonte rinnovabile (no produzione di CO2), ha un impatto visivo minimo (è stata una domanda del pubblico la sera dell’11 marzo), ma cosa dire degli altri effetti sull’area interessata (vegetazione, fauna ittica, persone, etc.), in fase di cantiere ed in fase operativa, effetti che nel progetto vengono sempre dimenticati o minimizzati? Dalla parte opposta del fiume ci hanno impedito di abbattere gli alberi per bonificare una discarica, quella della Zita, qui invece si è proceduto senza problemi…..

Ma soprattutto:

CONVENIENZA: per legge, il Comune otterrà un canone rivierasco di qualche migliaia di Euro all’anno e tributi locali (IMU in primis). E poi? E poi ci toccheranno ben 16.200 € una tantum (convenzione approvata nel Consiglio Comunale del 16/03/2016), di cui 15.000 € come contributo compensativo per le opere che il costruttore della centrale sta realizzando nel Comune di Rivolta d’Adda, meno del 10% dell’importo di 200.000 € che la società stessa, nel suo computo, aveva messo a budget per imprevisti.

Ora, se non ci saranno compensazioni economiche (peraltro non particolarmente “gradite” normativamente parlando), ci saranno almeno opere di compensazione ambientale o di altro tipo? Eccole:

  • verrà realizzata una scala per la risalita dei pesci (peraltro maldimensionata, come diceva nel 2013 il Comitato Adda sud), al costo stimato di 40.000 €.
  • verrà garantita la fruizione dell’impianto a Scuole o a Enti, che potranno visionare un impianto definito di “particolare valenza ambientale e tecnica” (ci piacerebbe sapere se già quest’anno è stata prevista una visita da parte dei nostri alunni… o se diventerà un appuntamento fisso per le nostre scuole…. magari ci potrebbero andare attraversando a piedi il ponte dell’Adda… noi crediamo che non capiterà mai o quasi mai che gli alunni delle nostre scuole vadano a vedere quest’opera).
  • All’atto della chiusura della centrale, l’edificio centrale e l’edificio quadri verranno lasciati alla comunità per uso ricreativo e/o didattico (tra almeno 30 anni… e magari farà la fine dello Sport Village).

 

A parte l’ironia, sulla base di quanto ci aveva detto Romano Sacchi sul Menasciutto (300.000 € per una centrale non ancora autorizzata), visto quanto leggevamo sul quotidiano La Provincia di Cremona del 18 marzo 2016 (ai Comuni di Pontevico e Robecco sull’Oglio spetteranno per 20 anni il 10% dei ricavi derivanti dalla nuova centrale sull’Oglio, per un totale stimato di circa 3 Milioni di Euro), visti altri casi di contrattazione urbanistica conclusi con reciproca soddisfazione per il pubblico per il privato, possiamo almeno dire che non siamo stati contenti di questa centrale e di quanto il Comune ha ottenuto?

E non perché siamo genericamente contrari all’iniziativa privata, né vogliamo vessare un privato che vuole investire sul nostro territorio (allargando il discorso, si tratta di un privato che a regime non porterà comunque lavoro nel nostro paese, ma questo è un altro discorso), ma perché, a differenza di quanto riportato nella convenzione approvata in sede di C.C., riteniamo che:

  • il contributo compensativo patrimoniale non fosse assolutamente congruo, di certo non sufficiente a migliorare l’autonomia economica-finanziaria del nostro Comune, né a sostenere veri interventi di compensazione ambientale;
  • il progetto non valorizzi il nostro territorio, né dal punto di vista ambientale, né tanto meno dal punto di vista dello sviluppo economico.

Concludendo, la domanda anche di oggi è sempre la solita: cosa ha guadagnato, da ogni punto di vista il cittadino rivoltano da questa centrale che viene descritta come opera meravigliosa sul nostro caro giornalino bicolore? Poco o nulla in quanto, tanto per essere chiari:

  • il Comune di Rivolta guadagna briciole annuali (poche migliaia di Euro… chiaramente nell’articolo, così pieno di numeri, non se ne parla).
  • l’Amministrazione comunale non è stata in grado di portare a termine una convenzione vantaggiosa col privato che portasse realmente benefici alla comunità, con fondi da reinvestire in campo ambientale.
  • Rivolta d’Adda non riceve neanche un Watt da questa centrale green (i benefici in bolletta elettrica dove sono?)
  • Si potrebbero almeno eliminare i rifiuti vari che la corrente porta e che vengono intercettati dalla griglia? Non sia mai, i rifiuti devono essere restituiti al fiume (con garbo).

F.L.

Nelle foto l’impatto “zero”