4 marzo, si vota anche per la carica di vicesindaco?

Quando nel 2016 decidemmo di presentare una lista civica, e di conseguenza le nostre candidature alle elezioni comunali, ognuno di noi lo fece consapevole del fatto che, qualora i Rivoltani ci  avessero dato fiducia (ma anche in caso contrario), avremmo dedicato 5 anni della nostra vita al nostro paese.
Non avevamo partiti politici alle spalle, non cercavamo pubblicità, poltrone o benefici di nessun tipo, non ci guidava nessun tipo di interesse, c’era solo la volontà di mettere a disposizione dei nostri elettori e della nostra comunità il nostro tempo, le nostre esperienze e le nostre competenze, con lo scopo di migliorare il nostro paese e, di conseguenza, la vita di tutti i nostri concittadini… e lo abbiamo ampiamente dimostrato sia in sede di campagna elettorale sia in questi primi 19 mesi di lavoro come opposizione in sede di consiglio comunale.
Siamo stati e saremo sempre liberi di decidere, senza alcun timore di scontentare chi ha sostenuto la nostra campagna elettorale.
Poche settimane fa, è uscita la notizia che il prossimo 4 marzo il vicesindaco del nostro paese, rieletto a giugno 2016 nelle file della lista “civicaRivoltiamo (le virgolette non sono casuali), sarà candidata per il Partito Democratico alla poltrona di consigliere regionale.
Pur comprendendo le ragioni di questa scelta, in particolare la volontà di mettersi in discussione a livelli superiori, riteniamo comunque poco opportuno che chiunque ricopra un ruolo (a maggior ragione se apicale) all’interno di un’amministrazione pubblica, accetti, nel corso del proprio mandato, di mirare ad una poltrona più comoda, in quanto, anche solo con la propria candidatura, mette in discussione l’impegno assunto con i propri elettori e soprattutto distoglie la propria attenzione dal compito amministrativo.
Per chi come noi crede che il voto sia l’espressione massima di una democrazia, l’unica “arma” di partecipazione che i cittadini comuni posseggano, indicare un nome in una scheda equivale a scrivere “voglio che sia tu a rappresentarmi, hai la mia fiducia” per i prossimi cinque anni.
La sola scelta di accettare la candidatura ha mostrato quale sia il pensiero prioritario del nostro vicesindaco, la carriera politica, non certamente il mandato amministrativo, tanto più considerando che il periodo di campagna elettorale coincide con la discussione e definizione del bilancio comunale, documento di fondamentale importanza per un’amministrazione ma soprattutto per chi viene amministrato.
Di conseguenza, sarebbe stato auspicabile che il nostro vicesindaco,già all’atto dell’accettazione della candidatura alle elezioni regionali,avesse fatto un passo indietro rispetto al proprio incarico amministrativo.
Una scelta chiara, di buon senso, magari anche coraggiosa considerando che candidarsi non fa rima con essere eletti… è ancora in tempo per farlo, mancano ancora circa due settimane alle elezioni,per dimostrare anche a noi, i cosiddetti “critici a prescindere”, che, fatta la scelta di ambire ad obiettivi più elevati, il paracadute della carica a livello locale non interessa.
I Rivoltani meritano chiarezza e un vicesindaco che si dedichi interamente al proprio Paese.

“Un politico pensa alle prossime elezioni; uno statista pensa alla prossima generazione.”