Connettività: rifiuti 2.0

Rivolta d’Adda, un mercoledì di Aprile, prima mattina: i quattro o cinque scatoloni pieni di carta sono lì, sul cancello, pronti per essere ritirati. Parto per il lavoro, consapevole di aver contribuito a fare del mio paese, un comune riciclone (http://altocremasco.it/index.php/rivolta-dadda-comune-riciclone-spendendo-il-30-in-meno-dei-colleghi-cremaschi/).
Ma ecco il dramma: rientro alla sera e gli scatoloni sono ancora dove li ho lasciati. Panico. «Avrò sbagliato giorno? Ma oggi è festa?». I pensieri si rincorrono e si accavallano: no! Non è possibile!
Calma. Siamo nell’era digitale, no? L’internet delle cose… siamo tutti interconnessi! Qualche click mi separa dalla verità!
Estraggo lo smartphone come un cowboy estrae la sua colt. Controllo la newsletter del comune, niente. Sito istituzionale, niente. Twitter, facebook, niente di niente. Sfoglio “filo diretto”: ora so tutto riguardo gli spostamenti del sindaco, ma non quando mi ritireranno la carta.
Cerco conforto nei passanti: «Amico caro, dai retta a me: fatti una discarica tua…», mi dice uno facendo il verso come il Razzi di Crozza.
«Tu lasciali lì dove sono, di solito recuperano 1 o 2 giorni dopo», qualcuno sentenzia.
Decido di fidarmi e due giorni dopo il cumulo è fortunatamente sparito. Ma come faceva a saperlo? Dove l’ha letto? Ha degli infiltrati nell’azienda di recupero?
«Una volta ho telefonato in ufficio ecologia e mi han detto che avrebbero recuperato il sabato. Da allora faccio sempre cosi: se un giorno non ritirano, magari lo fanno i giorni dopo e allora li lascio fuori… certo, non è il massimo, sopratutto se piove o c’è vento…comunque basterebbe una qualche comunicazione un po’ più efficace sui servizi…».
Questo più che un filodiretto, è un passaparola indiretto!

“Del maiale non si butta via niente”, si dice: perché non sai quando lo ritirano!

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