Banda Ultralarga: tanta pubblicità ma qual è la realtà?

Il consiglio comunale, nella seduta del 17 Marzo, ha approvato, all’unanimità, la bozza di convenzione con Infratel, società del Ministero dello Sviluppo Economico, attuatrice del progetto banda Ultralarga che dovrebbe portare, entro il 2020, alla copertura totale del territorio italiano con connessioni in fibra ottica.
Il documento prevede un protocollo d’intesa con il comune capofila (Casaletto Ceredano, non Rivolta d’Adda) che, sostanzialmente, dà carta bianca a Infratel spa per la stesura di quanto serve alle connessioni (scavi, cabine lato strada ecc).
La maggioranza si è subito affrettata a far proprio questo traguardo, dimenticandosi, al solito, che il Consiglio è costituito anche dalle minoranze e che il bando, in realtà, è calato dall’alto.
Noi di Rivolta al Futuro non ci fermiamo alla “pubblicità” ma andiamo a fondo di ogni questione sul piatto. Per cui la domanda che ci poniamo è “bando approvato… e quindi?”.
Il sito del progetto banda ultralarga chiarisce meglio cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi anni.
Per Rivolta d’Adda la previsione è di una copertura del 60% entro il 2018 con connessione a 30Mbps (fonte sito http://bandaultralarga.italia.it ).
I 100Mbps (la velocità nominale supportata dalle più diffuse fibre ottiche) sarà solo nel centro storico e non prima del 2020.
Ma che significano questi numeri?
I megabit al secondo (megabits per seconds, Mbps) sono l’unità di misura della velocità con cui vengono scambiati i dati sulle reti: in pratica più alti sono i Mbps, più velocemente “scarico da internet”. Per fare un esempio, LTE (il 4g degli smartphone) si attesta intorno ai 50mbps (nominalmente arriverebbe a 100mbps), il WiMax di Eolo sta già sfiorando i 100Mbps in alcune regioni.
Diciamo che il prefisso “ultra” è un po’ azzardato (saremmo felici di ricrederci ovviamente).
Inoltre è ancora poco chiaro quanto costerà la connessione all’utenza (noi tutti).
C’è poi tutto un tema, già dibattuto nelle prime discussioni sull’appalto illuminazione quando si fece riferimento alle “smart cities” e alla predisposizione per la fibra ottica: cosa far viaggiare sull’autostrada dell’informazione? Si dice che la miglior connettività sarà un incentivo per le attività commerciali e industriali di Rivolta, ma abbiamo davvero tutta questa “fame di banda” ? O sarà forse un nuovo modo per ingolosire con Smart Tv, film on demand e tutte le piattaforme di intrattenimento che fanno tanto gola ai gestori TLC ?
E l’amministrazione come prevede di utilizzare la potenza del nuovo mezzo? Sarà l’occasione per rinnovare il sito istituzionale (affetto peraltro da problemi di sicurezza) o si attenderanno iniziative private ? Quali nuovi mirabolanti servizi saranno resi al pubblico?