A Rivolta, perché? No!

Un’affermazione, modificandone la punteggiatura, può variare di significato.
Molti rivoltani, quando leggono la parola “Rivolta”, qualsiasi significato abbia, focalizzano il campanile, il ponte, il fiume. Il rivoltano è talmente innamorato del proprio paese da portarlo sempre in testa e nel cuore.
Ogni rivoltano, sponsorizzerebbe ogni singolo tratto che contraddistingue Rivolta dagli altri borghi, invitando il forestiero a visitarla ed apprezzarla.
“Rivolta è un borgo nel quale la qualità della vita […] è tra le migliori d’Italia”
Affermazione corretta, per ora…
La qualità della vita, può essere elevata, difficilmente migliorabile ma facilmente peggiorabile.
Se in un quartiere, affacciandoti alla finestra, vedi un bosco, un prato, una montagna ma qualche anno dopo, al posto del bosco trovi un palazzo, sul prato hanno costruito una bretella e la montagna è diventata un centro commerciale, credete che la qualità della vita sia migliorata?
“Rivolta offre ai residenti un contesto naturalistico unico, essendo situata sulle rive dell’Adda e inserita nel Parco Adda sud”
Cosa direbbero i probabili investitori se fossero al corrente che, sulle rive dell’Adda, in pieno Parco Adda Sud, interrata e dimenticata, fosse rimasta una discarica che negli anni 60/70 ha raccolto rifiuti, di qualsiasi genere, dal milanese?
E se venissero a conoscenza del progetto della centrale elettrica sulla riva del fiume?
I servizi e il cemento sono sinonimi di progresso?
Davvero l’unico modo per attirare investitori a Rivolta è dare loro possibilità di costruire abitazioni e siti industriali?
“La Rivoltana […] ha indubbiamente cambiato i tempi di percorrenza per arrivare a Milano”
Vogliamo diventare l’ennesima città dormitorio di Milano?

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